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La lottizzazione è stata approvata nel 1985 e la convenzione è prescritta, parte il ricorso al Tar. Si esige un credito dopo 25 anni. Il Comune di Badolato chiede il pagamento di oneri di urbanizzazione.

Litorale Jonico - Litorale Jonico News
Scritto da GuardavalleWeb   
Lunedì 30 Agosto 2010 00:45
Una vicenda che ha dell’incredibile ma che mette in evidenza come presto gli effetti del Federalismo fiscale e demaniale nel Sud Italia cominceranno a farsi sentire. Ne è convinto l’avvocato, Fabio Loscerbo che porta ad esempio il caso di un cittadino residente, a Badolato che si è visto notificare, dallo stesso comune, una ordinanza di [...]



badolato345

Badolato - Foto dal web

Una vicenda che ha dell’incredibile ma che mette in evidenza come presto gli effetti del Federalismo fiscale e demaniale nel Sud Italia cominceranno a farsi sentire. Ne è convinto l’avvocato, Fabio Loscerbo che porta ad esempio il caso di un cittadino residente, a Badolato che si è visto notificare, dallo stesso comune, una ordinanza di ingiunzione al pagamento di una somma di denaro dovuta per oneri di urbanizzazione dopo ben 25 anni. Chiaramente il malcapitato ha proposto, tramite il suo legale, ricorso al Tar contro il Comune di Badolato. Ricorso che qualche giorno fa è stato notificato all’ente. Secondo il legale, infatti, la convenzione sottoscritta dal comune e dal cittadino sarebbe abbondantemente caduta in prescrizione. Ma veniamo ai fatti. In data 1 luglio 2010, il Comune di Badolato notifica ad un suo residente una ordinanza ingiunzione per la quota di terreno di sua proprietà, per la realizzazione delle opere di urbanizzazione nascenti dalla convenzione di lottizzazione stipulata con il comune medesimo nel 1985. Ancor prima della stipula della convenzione, con una prima delibera del 1983 e una seconda del 1984 il Comune di Badolato aveva approvato il piano di lottizzazione. Strano ma vero solo l’1 luglio 2010 e, quindi, dopo ben 25 anni da quel lontano 1985, il Comune ha notificato al proprio residente l’ordinanza ingiunzione al pagamento degli oneri di urbanizzazione nascenti dalla convenzione, quindi ben oltre il termine prescrizionale di dieci anni. In merito l’avvocato Fabio Loscerbo fa alcune valutazioni in merito all’effetto al Sud della recente manovra economica che «a fronte di una riduzione di autonomia e trasferimenti – dice Loscerbo – in attesa dell’at – tuazione del federalismo si sono bloccate per il triennio 2009- 2011 tutte le leve fiscali di competenza dei comuni ( come addizionale irirpef, tosap)». Motivo per cui le autonomie locali e in primo luogo i comuni sono alla spasmodica ricerca di strumenti altri per incrementare le proprie entrate al fine di poter portare a buon fine almeno la gestione ordinaria e quindi dare i servizi ai cittadini. Quindi in merito alla vicenda Loscerbo aggiunge che «La pronuncia del giudice amministrativo -sarà importante per diversi ordini di motivi. Da un lato, sarà chiamato a decidere sulla legittimità di tali richieste a fronte diuncontesto che vede il Comune, causa i tagli operati dalla manovra economica, “costret – to” dalla necessità di ricercare i fondi necessari per tenere in vita i servizi essenziali. Dall’altro dovrà, seppur implicitamente, affrontare una questione così delicata com’è quella sul “federalismo”, dando preziose indicazioni su quale modello sia effettivamente rispettoso dei precetti costituzionali. L’auspicio – prosegue il legale- è che il giudice amministrativo opti per un percorso che valorizzi un “federalismo vero”, che non umili le regioni del Sud, Calabria in testa, che si fondi, cioè, su un reale ed effettivo principio di equità, prima ancora che di sussidiarietà. Perché, se è vero che perno fondamentale del federalismo è il principio di sussidiarietà, ciò al fine di consentire la dislocazione delle funzioni di governo a livello più prossimo ai bacini di utenza, cioè ai cittadini; altrettanto vero è, però, che il federalismo dev’essere anche equo, ponendo le diverse istituzioni locali sullo stesso piano come previsto dalla Costituzione, poiché – diversamente – non si farà altro che accentuare quella disparità tra nord e sud, incrementando nelle terre meridionali una situazione di disagio insostenibile ».

Fonte: Il Quotidiano del 28 agosto 2010 – Amalia Feroleto


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