Testo integrale della dichiarazione rilasciata dal capogruppo di Nuova Alleanza per Catanzaro Franco Cimino “Non lo si dice mai, per questo noi lo ripetiamo nel mentre salutiamo
con soddisfazione la messa in “pratica” della volontà di destinare l’edificio ex Stac all’Università perché ne faccio un articolato Caffè letterario. Con Mimì Menniti, grande e coerente personalità della sinistra, e pochi altri (assai pochi, in verità), è stata condotta una battaglia straordinaria per fare di quell’edificio, di scarsa bellezza architettonica ma di grande valore storico e urbanistico, un luogo pubblico al servizio di un grande interesse pubblico, qual è la promozione della cultura e dei suoi spazi. Avremmo preferito che quell’ampio e profondo locale fosse assegnato all’istituto E. Scalfaro, affinché si rafforzasse nella sua possibilità di diventare una grande Scuola di alta specialità tecnica. Ma, personalmente, non demordo e il progetto per nulla lo accantono. Se si edificasse sopra, anche per coprire quel vuoto nell’aria e rendere armonioso l’intero complesso, le due ragioni, Università e Scuola Superiore, potrebbero benissimo stare insieme. Anzi, si completerebbero. Cosicché finalmente la piazza recuperata, Piazza Matteotti, cerniera tra la città dentro le antiche mura e quella nuova, che sale verso i suoi colli, con la programmata ristrutturazione, possa diventare luogo fisico dell’incontro delle tre linee del Progresso. Quella della cultura (con l’edificio scolastico e l’Università), dell’economia (con l’Istituto bancario di fronte) e della Giustizia. Quest’ultima, con il palazzo posto in fondo al centro, quasi ad apertura – e non chiusura – dei due mondi. Bene, quindi. E grazie. Ma si lavori ancora per il completamento di quell’idea, che sono certo è gradita al Sindaco. E si incoraggi l’Università a realizzare un caffè letterario diverso, in cui agli incontri culturali e al contatto fisico con il libro si aggiunga anche lo spazio per far sentire alla Città l’Università con il suo cuore pulsante. Perché il destino migliore per essa, lo ripetiamo, è che ritorni in qualche sua forma all’interno della Città. Magari, realizzando quella moderna articolazione a sistema, che vedrebbe Germaneto quale sede della Scienza, attraverso il potenziamento e l’allargamento di facoltà scientifiche che godrebbero di spazi e luoghi appositamente attrezzati. E il centro storico, quale luogo di accoglienza per le facoltà umanistiche e giuridiche. Bello sarebbe, se su questo obiettivo si lavorasse tutti insieme. Come detta Cultura, che è spirito unificante. E come sollecita l’interesse della Città, che è l’ambito in cui si esercita la responsabilità”.

Twitter
Digg
Del.icio.us
Reddit
Yahoo
Tuttoblog
Fai
Googlize this
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
OKnotizie
Segnalo