«Trentuno», «Dodici», «Settanta, sette-zero». A scandire i numeri estratti (che, a loro volta, compaiono singolarmente sui monitor sparsi nella sala e poi sugli schermi luminosi collocati alle pareti, per un riepilogo generale) è una piacevole voce femminile. La speaker corre, al punto che una persona in età avanzata potrebbe addirittura far fatica a starle dietro. Ma la regola è questa. Dentro la grande urna di vetro, a forma di sfera, le novanta palline numerate (più o meno simili a quelle del ping-pong) rimbalzano velocemente, per via di repentini soffi pneumatici.
Non è difficile intuirlo: stiamo parlando del «Bingo», da alcuni anni approdato anche nella città capoluogo e, più precisamente, nel quartiere di Santa Maria, in viale Magna Græcia.
Non è difficile intuirlo: stiamo parlando del «Bingo», da alcuni anni approdato anche nella città capoluogo e, più precisamente, nel quartiere di Santa Maria, in viale Magna Græcia.


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