Confesso, anche io soffro della sindrome di San Tommaso, quella per cui se non vedo non credo.
D'altronde tanta bagarre si è voluta sollevare in merito ai rimborsi elettorali da elargire per l'ultima tornata elettorale in cui si sono dovuti rinnovare i consigli di 13 regioni, complice l'enorme sperpero di denaro che in realtà i cittadini italiani avrebbero voluto abrogare con il referendum dell'aprile del 1993 sul finanziamento pubblico ai partiti e dovuto anche all'ingresso in politica di quella scheggia impazzita rappresentata dal MoVimento 5 stelle che fa capo a Beppe Grillo che ha dichiarato fin da principio di non volere soldi, da loro ritenuti non dovuti.
Le domande che mi frullavano in testa erano principalmente due:
1 - vista la crisi che, si dice, chiede a tutti i cittadini e alle istituzioni in primis dei sacrifici ... alle ultime elezioni quanti soldi sono finiti nella gola mai sazia dei partiti?
2 - sarà poi vero che il MoVimento 5 stelle ha rinunciato alle sovvenzioni statali?
Per una donna di poca fede (sopratutto verso il mondo della politica) come me c'era solo una possibilità per chiarire tutti i dubbi: scrivere direttamente all'Ufficio di Presidenza e chiedere in originale i piani di ripartizione dei rimborsi spese. Così ho fatto e finalmente ho potuto soddisfare le mie curiosità di cittadina.
Leggendo la cifra totale dei rimborsi ai partiti mi ha preso quasi un coccolone, di questi tempi la cifra fiabesca di 37 milioni 88 mila 658 euro fa tremare le gambe. Eppure sono questi i numeri; la rata del 2010 da "devolvere" ai partiti per sostenerli nelle spese che hanno affrontato per poter promuovere la loro persona a ben lauti guadagni è di 37.088.658 euro.
Altra sorpresa è stata leggere a chiare lettere, e senza possibilità di fraintendimento: "tra i movimenti e i partiti politici che hanno ottenuto almeno un candidato eletto, il MoVimento 5 Stelle Beppegrillo.it Piemonte ed il MoVimento 5 Stelle Beppegrillo.it Emilia Romagna HANNO RINUNCIATO ai rimborsi ad essi spettanti". Punto, fine della questione. Si potrà dunque discutere se la scelta dei grillini sia stata saggia o meno ma sul fatto che hanno rinunciato ai rimborsi non si può più dubitare.
Ma veniamo alla cifra da capogiro, come è stata ripartita?
Innanzitutto 326.138,44 euro che avrebbero dovuto finire nelle tasche del MoVimento 5 Stelle ( 193.258,87 euro al movimento Emilia Romagna e 132.879,57 euro a quello Piemonte) tornano nelle casse del Ministero dell'economia e delle finanze. Per il resto il malloppo viene così ripartito:
PdL - 10.682.953 euro
PD - 10.356.052 euro
Lega Nord - 4.839.133 euro
IdV - 2.798.827 euro
UdC - 2.240.231 euro
Renata Polverini presidente - 1.194.039 euro
SEL - 735.776 euro
Rif.com., sin.europea, comunisti italiani - 602.577 euro
MPA, nuovo PSI, PRI, italiani nel mondo - 278.111 euro
La Puglia prima di tutto - 252.021 euro
La Destra - 227.650 euro
Scoppellitti presidente - 208.562 euro
Alleanza per l'Italia - 194.490 euro
Partito Pensionati - 177.432 euro
Noi Sud - 173.270 euro
I pugliesi per Rocco Palese - 171.938 euro
Sel PSE - 168.869 euro
UDEUR - 161.532 euro
Fed della sinistra, Verdi - 154.005 euro
Lista Marco Pannella - Emma Bonino - 149.068 euro
Campania libera - 120.964 euro
Alleanza di Centro, DC - 112.560 euro
Moderati - 110.699 euro
Insieme per la Calabria - 108.363 euro
PSI - 87.221 euro
Liste civiche per Biasotti presidente - 80.789 euro
Federazione dei verdi - 76.198 euro
Verdi-Verdi - 63.711 euro
Unione nord est - 60.666 euro
Sel, federazione dei verdi - 57.626 euro
Alleanza Riformista - 33.263 euro
Socialisti e riformisti per l'Umbria - 28.465 euro
Per la Basilicata lista per Pagliuca - 24.422 euro
Insieme per il presidente - 16.108 euro
MPA - 14.913 euro
Che c'è da dire? Hanno un ottimo appetito questi partiti, peccato si sazino solo con i sempre più esigui risparmi di cittadini che sprofondano nella crisi che, loro si, pagano sulla pelle.
Lo specifico per ogni regione:
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Confesso, anche io soffro della sindrome di San Tommaso, quella per cui se non vedo non credo.
D'altronde tanta bagarre si è voluta sollevare in merito ai rimborsi elettorali da elargire per l'ultima tornata elettorale in cui si sono dovuti rinnovare i consigli di 13 regioni, complice l'enorme sperpero di denaro che in realtà i cittadini italiani avrebbero voluto abrogare con il referendum dell'aprile del 1993 sul finanziamento pubblico ai partiti e dovuto anche all'ingresso in politica di quella scheggia impazzita rappresentata dal MoVimento 5 stelle che fa capo a Beppe Grillo che ha dichiarato fin da principio di non volere soldi, da loro ritenuti non dovuti.
Le domande che mi frullavano in testa erano principalmente due:
1 - vista la crisi che, si dice, chiede a tutti i cittadini e alle istituzioni in primis dei sacrifici ... alle ultime elezioni quanti soldi sono finiti nella gola mai sazia dei partiti?
2 - sarà poi vero che il MoVimento 5 stelle ha rinunciato alle sovvenzioni statali?
Per una donna di poca fede (sopratutto verso il mondo della politica) come me c'era solo una possibilità per chiarire tutti i dubbi: scrivere direttamente all'Ufficio di Presidenza e chiedere in originale i piani di ripartizione dei rimborsi spese. Così ho fatto e finalmente ho potuto soddisfare le mie curiosità di cittadina.
Leggendo la cifra totale dei rimborsi ai partiti mi ha preso quasi un coccolone, di questi tempi la cifra fiabesca di 37 milioni 88 mila 658 euro fa tremare le gambe. Eppure sono questi i numeri; la rata del 2010 da "devolvere" ai partiti per sostenerli nelle spese che hanno affrontato per poter promuovere la loro persona a ben lauti guadagni è di 37.088.658 euro.
Altra sorpresa è stata leggere a chiare lettere, e senza possibilità di fraintendimento: "tra i movimenti e i partiti politici che hanno ottenuto almeno un candidato eletto, il MoVimento 5 Stelle Beppegrillo.it Piemonte ed il MoVimento 5 Stelle Beppegrillo.it Emilia Romagna HANNO RINUNCIATO ai rimborsi ad essi spettanti". Punto, fine della questione. Si potrà dunque discutere se la scelta dei grillini sia stata saggia o meno ma sul fatto che hanno rinunciato ai rimborsi non si può più dubitare.
Ma veniamo alla cifra da capogiro, come è stata ripartita?
Innanzitutto 326.138,44 euro che avrebbero dovuto finire nelle tasche del MoVimento 5 Stelle ( 193.258,87 euro al movimento Emilia Romagna e 132.879,57 euro a quello Piemonte) tornano nelle casse del Ministero dell'economia e delle finanze. Per il resto il malloppo viene così ripartito:
PdL - 10.682.953 euro
PD - 10.356.052 euro
Lega Nord - 4.839.133 euro
IdV - 2.798.827 euro
UdC - 2.240.231 euro
Renata Polverini presidente - 1.194.039 euro
SEL - 735.776 euro
Rif.com., sin.europea, comunisti italiani - 602.577 euro
MPA, nuovo PSI, PRI, italiani nel mondo - 278.111 euro
La Puglia prima di tutto - 252.021 euro
La Destra - 227.650 euro
Scoppellitti presidente - 208.562 euro
Alleanza per l'Italia - 194.490 euro
Partito Pensionati - 177.432 euro
Noi Sud - 173.270 euro
I pugliesi per Rocco Palese - 171.938 euro
Sel PSE - 168.869 euro
UDEUR - 161.532 euro
Fed della sinistra, Verdi - 154.005 euro
Lista Marco Pannella - Emma Bonino - 149.068 euro
Campania libera - 120.964 euro
Alleanza di Centro, DC - 112.560 euro
Moderati - 110.699 euro
Insieme per la Calabria - 108.363 euro
PSI - 87.221 euro
Liste civiche per Biasotti presidente - 80.789 euro
Federazione dei verdi - 76.198 euro
Verdi-Verdi - 63.711 euro
Unione nord est - 60.666 euro
Sel, federazione dei verdi - 57.626 euro
Alleanza Riformista - 33.263 euro
Socialisti e riformisti per l'Umbria - 28.465 euro
Per la Basilicata lista per Pagliuca - 24.422 euro
Insieme per il presidente - 16.108 euro
MPA - 14.913 euro
Che c'è da dire? Hanno un ottimo appetito questi partiti, peccato si sazino solo con i sempre più esigui risparmi di cittadini che sprofondano nella crisi che, loro si, pagano sulla pelle.
Lo specifico per ogni regione:
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