Quei rifiuti sarebbero stati trasportati senza la dovuta autorizzazione di legge. Un fatto questo che ha portato i carabinieri della stazione di Botricello e gli uomini del Corpo forestale, a sequestrare, nel novembre scorso, l’area industriale del comune di Botricello. I sigilli, furono apposti attorno a quella discarica abusiva ricadente in una frazione di terreno che comprendeva al suo interno anche il capannone di proprietà del comune di Botricello. Ed è per questo che sono finiti nel registro degli indagati il sindaco di Botricello, Giovanni Camastra, l’assessore comunale all’ecologia, Salvatore Procopio, e l’ex responsabile dell’ufficio tecnico comunale, l’architetto Michele Gallucci.
Tutti e tre devono rispondere della violazione dell’articolo 256comma 2 del decreto legislativo numero 153 del 2006, ovvero, di «attività di gestione di rifiuti non autorizzata». Elettrodomestici. Gomme di auto. Divani. Ma non solo. Anche rifiuti speciali. Amianto per l’esattezza assieme a rifiuti inerti, tutti ammassati in quella porzione di territorio. Dopo l’iscrizione nel registro degli indagati era stato il sostituto procuratore titolare delle indagini, Alessia Miele, a dare , nei mesi scorsi, la delega ad espletare le indagini agli uomini del Nucleo operativo ecologia. A loro toccherà adesso ricostruire tutte le responsabilità del caso e trovare una spiegazione sul perchè quei rifiuti fossero stati rinvenuti sul luogo in questione. Nell’attesa che la Procura e le forze dell’ordine continuino gli accertamenti del caso, va ricordato il fatto che, nei giorni scorsi, lo stesso pm,aveva accolto la richiesta di dissequestro dell’area avanzata dal comune con la presentazione di un apposito progetto di bonifica dell’area.
Fonte: Il Quotidiano della Calabria

Twitter
Digg
Del.icio.us
Reddit
Yahoo
Tuttoblog
Fai
Googlize this
SegnaloItalia
Facebook
Wikio
Diggita
OKnotizie
Segnalo