Quando forma e contenuto non coincidono più
Il MoVimento politico che si ispira a Beppe Grillo è un organismo neonato, un nuovo esperimento di come sarebbe possibile fare politica in maniera differente da quella che oggi viene esercitata all'interno “del palazzo”. Insomma, un tentativo di realizzare qualcosa ritenuto fino ad oggi un utopia.
Come tutti i tentativi il cui scopo è migliorativo, però, questo esperimento dovrebbe essere sempre accompagnato da due sublimi e rarissime virtù: la capacità di autoanalisi e l'umiltà di riconoscere quando gli intenti finiscono per non coincidere con i risultati ottenuti. Purtroppo sotto questo aspetto il meetup Napoli, fino a ieri considerato il carro trainante della migliore espressione grillesca di come si può far politica tra la gente, si sta rivelando essere la delusione maggiore.
Ho già sperimentato sulla pelle la difficoltà con cui alcuni esponenti del Movimento 5 stelle Campania affrontano le critiche. Nella migliore delle ipotesi si viene tacciati “di non capire nulla”, più spesso si finisce per essere bollati come persone in malafede e con soli intenti distruttivi. Allora è meglio attenersi ai fatti. E i fatti sono questi:
Il 29 maggio, ricchi dell'esperienza elettorale appena trascorsa, a Milano si è tenuto l'incontro tra Beppe Grillo, il suo staff (la Casaleggio e associati), tutti i consiglieri comunali e regionali eletti nel movimento più i capolista del Movimento 5 stelle Lombardia Vito Crimi e quello Campania Roberto Fico. Nel corso dell'incontro si è ribadita l'inalienabile sovranità della decisione presa collegialmente da tutti i membri del MoVimento, salvo poi imporre tre punti che la famosa base non può ne discutere tanto meno non eseguire, pena l'esclusione.
Nel MoVimento in cui “uno vale uno”, si è scoperto che 40 valgono più di tutti gli altri. Un refrain già conosciuto nel mondo politico italiano odierno.
Ecco i tre punti:
1) no ai rimborsi elettorali, soldi definiti ottenuti illegalmente
2) nessuna alleanza con i partiti tradizionali, si chiamassero pure IDV e anche nel caso di ballottaggi.
3) nessuna costituzione di associazioni con presidenti, segretari, organi direttivi può rappresentare il MoVimento. Gli unici mandati sono quelli elettorali e non esistono cariche.
Ai primi di giugno scoppiano i malumori in casa meetup Napoli e questa volta proprio tra quelli che vengono definiti “i magnifici 20”, coloro che per anzianità e carisma hanno sempre costituito la spina dorsale dei meetuppari partenopei. Non piace il metodo, non si comprende il criterio.
A questo punto preferisco riportare stralci della discussione che si è sviluppata, così da essere sicura che il mio punto di vista non inquini l'esposizione dei fatti.
PER IL PUNTO UNO
S:M: - Roberto (Fico ndr) ma se, GIUSTO PER FARE UN ESEMPIO IPERBOLICO, noi trovassimo un metodo decisionale e votassimo sui rimborsi, e votassimo a maggioranza per prendere i rimborsi anziché rifiutarli, andando contro l'ordine di Grillo, la nostra parola avrebbe la meglio e prenderemmo i rimborsi?
Roberto Fico: - Anche se la maggioranza fosse favorevole ai rimborsi, i rimborsi non si prendono: questo è un punto acquisito!
… e ancora ...
F.: - Roberto (Fico ndr), portavoce di Grillo a noi e non portavoce di noi a Grillo, promette e smentisce se stesso. Alla domanda sui rimborsi elettorali che gli feci [...] rispose che qualunque sarebbe stata la decisione nostra, quella sarebbe stata la decisione e nessun altra. Oggi smentisce e dice che ciò che Grillo ha detto è legge, e non se ne esce.
PER IL PUNTO DUE
Grillo, pochi giorni dopo la riunione di Milano, pubblica questo
Sorge spontanea la domanda … non è che sta dilagando la malattia del Cavaliere per cui si fanno regole che solo gli altri sono tenuti a rispettare rigidamente?
PER IL PUNTO TRE
Molti membri dell'ufficio stampa si dimettono ritenendo impossibile adempiere il proprio ruolo non sapendo più di chi può essere la voce che si può arrogare il diritto di rappresentare il MoVimento Campania.
La storia dei rimborsi elettorali, poi, è particolarmente tragicomica e sintomatica dell'assoluto caos in cui questo storico meetup è caduto.
A Napoli un associazione che si muove in nome del MoVimento c'è, si tratta del ”associazione del movimento Campania”, di cui i nomi dei soci non si riescono a conoscere per strani vincoli di privacy, ed è stata lei che senza dire nulla al gruppo, pochi giorni prima delle elezioni, attraverso raccomandata indirizzata alla Camera ha fatto richiesta dei rimborsi elettorali.
Perché fare domanda se si è sempre stati intenzionati a rifiutarli? Perché farlo alla chetichella, senza dire nulla a nessuno della “base”? Come sta procedendo quella richiesta? Mistero!!
F., nella sua analisi della situazione, mi sembra che esponga i fatti nella maniera più chiara possibile:
“Il punto è che dovremmo essere uniti anche nelle divergenze. Dovremmo tutti aiutarci nell'affrontare situazioni di differenze d'opinione, e dovremmo tutti essere pronti ad accettare qualunque esito di un'assemblea partecipata, unita, ricca di vita e voglia di fare e soprattutto buona fede, come sarebbe, o dovrebbe essere, un'assemblea del fu meetup di Napoli.
Ed invece Roberto ci dice che possiamo fare quel che ci pare, decidere quel che vogliamo, ma se c'azzardiamo a decidere che si prendono i soldi lui se ne va (o così l'ho interpretato io).
Ed allora ci dica perché è stata fatta richiesta dei rimborsi, se questa era la sua idea iniziale. E ci dica che senso di partecipazione è questo, quello di mettere il carro davanti ai buoi, non avere neanche un po' di fiducia in ciò che l'assemblea potrebbe poi deliberare, e nelle ragioni per le quali lo potrebbe poi fare.
Siamo tutti le stesse persone che fino ad oggi hanno lottato fianco a fianco, per battaglie che ci riguardavano da vicino, tanto quanto per battaglie che solo da lontano ci tangevano. Come si può anche solamente immaginare di dividersi per delle cazzate del genere? Come si può anche solamente lasciare andare tutto in malora, solo perché non si riesce ad accettare che qui ce ne fotte a tutti dei soldi, quello che ci interessa è che nessuno, e ribadisco NESSUNO dall'esterno possa dirigere ciò che noi siamo. “
Amen
La discussione, nello specifico, si è sviluppata sul meetup di Napoli a questo indirizzo
-
Il MoVimento politico che si ispira a Beppe Grillo è un organismo neonato, un nuovo esperimento di come sarebbe possibile fare politica in maniera differente da quella che oggi viene esercitata all'interno “del palazzo”. Insomma, un tentativo di realizzare qualcosa ritenuto fino ad oggi un utopia.
Come tutti i tentativi il cui scopo è migliorativo, però, questo esperimento dovrebbe essere sempre accompagnato da due sublimi e rarissime virtù: la capacità di autoanalisi e l'umiltà di riconoscere quando gli intenti finiscono per non coincidere con i risultati ottenuti. Purtroppo sotto questo aspetto il meetup Napoli, fino a ieri considerato il carro trainante della migliore espressione grillesca di come si può far politica tra la gente, si sta rivelando essere la delusione maggiore.
Ho già sperimentato sulla pelle la difficoltà con cui alcuni esponenti del Movimento 5 stelle Campania affrontano le critiche. Nella migliore delle ipotesi si viene tacciati “di non capire nulla”, più spesso si finisce per essere bollati come persone in malafede e con soli intenti distruttivi. Allora è meglio attenersi ai fatti. E i fatti sono questi:
Il 29 maggio, ricchi dell'esperienza elettorale appena trascorsa, a Milano si è tenuto l'incontro tra Beppe Grillo, il suo staff (la Casaleggio e associati), tutti i consiglieri comunali e regionali eletti nel movimento più i capolista del Movimento 5 stelle Lombardia Vito Crimi e quello Campania Roberto Fico. Nel corso dell'incontro si è ribadita l'inalienabile sovranità della decisione presa collegialmente da tutti i membri del MoVimento, salvo poi imporre tre punti che la famosa base non può ne discutere tanto meno non eseguire, pena l'esclusione.
Nel MoVimento in cui “uno vale uno”, si è scoperto che 40 valgono più di tutti gli altri. Un refrain già conosciuto nel mondo politico italiano odierno.
Ecco i tre punti:
1) no ai rimborsi elettorali, soldi definiti ottenuti illegalmente
2) nessuna alleanza con i partiti tradizionali, si chiamassero pure IDV e anche nel caso di ballottaggi.
3) nessuna costituzione di associazioni con presidenti, segretari, organi direttivi può rappresentare il MoVimento. Gli unici mandati sono quelli elettorali e non esistono cariche.
Ai primi di giugno scoppiano i malumori in casa meetup Napoli e questa volta proprio tra quelli che vengono definiti “i magnifici 20”, coloro che per anzianità e carisma hanno sempre costituito la spina dorsale dei meetuppari partenopei. Non piace il metodo, non si comprende il criterio.
A questo punto preferisco riportare stralci della discussione che si è sviluppata, così da essere sicura che il mio punto di vista non inquini l'esposizione dei fatti.
PER IL PUNTO UNO
S:M: - Roberto (Fico ndr) ma se, GIUSTO PER FARE UN ESEMPIO IPERBOLICO, noi trovassimo un metodo decisionale e votassimo sui rimborsi, e votassimo a maggioranza per prendere i rimborsi anziché rifiutarli, andando contro l'ordine di Grillo, la nostra parola avrebbe la meglio e prenderemmo i rimborsi?
Roberto Fico: - Anche se la maggioranza fosse favorevole ai rimborsi, i rimborsi non si prendono: questo è un punto acquisito!
… e ancora ...
F.: - Roberto (Fico ndr), portavoce di Grillo a noi e non portavoce di noi a Grillo, promette e smentisce se stesso. Alla domanda sui rimborsi elettorali che gli feci [...] rispose che qualunque sarebbe stata la decisione nostra, quella sarebbe stata la decisione e nessun altra. Oggi smentisce e dice che ciò che Grillo ha detto è legge, e non se ne esce.
PER IL PUNTO DUE
Grillo, pochi giorni dopo la riunione di Milano, pubblica questo
Sorge spontanea la domanda … non è che sta dilagando la malattia del Cavaliere per cui si fanno regole che solo gli altri sono tenuti a rispettare rigidamente?
PER IL PUNTO TRE
Molti membri dell'ufficio stampa si dimettono ritenendo impossibile adempiere il proprio ruolo non sapendo più di chi può essere la voce che si può arrogare il diritto di rappresentare il MoVimento Campania.
La storia dei rimborsi elettorali, poi, è particolarmente tragicomica e sintomatica dell'assoluto caos in cui questo storico meetup è caduto.
A Napoli un associazione che si muove in nome del MoVimento c'è, si tratta del ”associazione del movimento Campania”, di cui i nomi dei soci non si riescono a conoscere per strani vincoli di privacy, ed è stata lei che senza dire nulla al gruppo, pochi giorni prima delle elezioni, attraverso raccomandata indirizzata alla Camera ha fatto richiesta dei rimborsi elettorali.
Perché fare domanda se si è sempre stati intenzionati a rifiutarli? Perché farlo alla chetichella, senza dire nulla a nessuno della “base”? Come sta procedendo quella richiesta? Mistero!!
F., nella sua analisi della situazione, mi sembra che esponga i fatti nella maniera più chiara possibile:
“Il punto è che dovremmo essere uniti anche nelle divergenze. Dovremmo tutti aiutarci nell'affrontare situazioni di differenze d'opinione, e dovremmo tutti essere pronti ad accettare qualunque esito di un'assemblea partecipata, unita, ricca di vita e voglia di fare e soprattutto buona fede, come sarebbe, o dovrebbe essere, un'assemblea del fu meetup di Napoli.
Ed invece Roberto ci dice che possiamo fare quel che ci pare, decidere quel che vogliamo, ma se c'azzardiamo a decidere che si prendono i soldi lui se ne va (o così l'ho interpretato io).
Ed allora ci dica perché è stata fatta richiesta dei rimborsi, se questa era la sua idea iniziale. E ci dica che senso di partecipazione è questo, quello di mettere il carro davanti ai buoi, non avere neanche un po' di fiducia in ciò che l'assemblea potrebbe poi deliberare, e nelle ragioni per le quali lo potrebbe poi fare.
Siamo tutti le stesse persone che fino ad oggi hanno lottato fianco a fianco, per battaglie che ci riguardavano da vicino, tanto quanto per battaglie che solo da lontano ci tangevano. Come si può anche solamente immaginare di dividersi per delle cazzate del genere? Come si può anche solamente lasciare andare tutto in malora, solo perché non si riesce ad accettare che qui ce ne fotte a tutti dei soldi, quello che ci interessa è che nessuno, e ribadisco NESSUNO dall'esterno possa dirigere ciò che noi siamo. “
Amen
La discussione, nello specifico, si è sviluppata sul meetup di Napoli a questo indirizzo
-

Quando forma e contenuto non coincidono più
Il MoVimento politico che si ispira a Beppe Grillo è un organismo neonato, un nuovo esperimento di come sarebbe possibile fare politica in maniera differente da quella che oggi viene esercitata all'interno “del palazzo”. Insomma, un tentativo di realizzare qualcosa ritenuto fino ad oggi un utopia.
Come tutti i tentativi il cui scopo è migliorativo, però, questo esperimento dovrebbe essere sempre accompagnato da due sublimi e rarissime virtù: la capacità di autoanalisi e l'umiltà di riconoscere quando gli intenti finiscono per non coincidere con i risultati ottenuti. Purtroppo sotto questo aspetto il meetup Napoli, fino a ieri considerato il carro trainante della migliore espressione grillesca di come si può far politica tra la gente, si sta rivelando essere la delusione maggiore.
Ho già sperimentato sulla pelle la difficoltà con cui alcuni esponenti del Movimento 5 stelle Campania affrontano le critiche. Nella migliore delle ipotesi si viene tacciati “di non capire nulla”, più spesso si finisce per essere bollati come persone in malafede e con soli intenti distruttivi. Allora è meglio attenersi ai fatti. E i fatti sono questi:
Il 29 maggio, ricchi dell'esperienza elettorale appena trascorsa, a Milano si è tenuto l'incontro tra Beppe Grillo, il suo staff (la Casaleggio e associati), tutti i consiglieri comunali e regionali eletti nel movimento più i capolista del Movimento 5 stelle Lombardia Vito Crimi e quello Campania Roberto Fico. Nel corso dell'incontro si è ribadita l'inalienabile sovranità della decisione presa collegialmente da tutti i membri del MoVimento, salvo poi imporre tre punti che la famosa base non può ne discutere tanto meno non eseguire, pena l'esclusione.
Nel MoVimento in cui “uno vale uno”, si è scoperto che 40 valgono più di tutti gli altri. Un refrain già conosciuto nel mondo politico italiano odierno.
Ecco i tre punti:
1) no ai rimborsi elettorali, soldi definiti ottenuti illegalmente
2) nessuna alleanza con i partiti tradizionali, si chiamassero pure IDV e anche nel caso di ballottaggi.
3) nessuna costituzione di associazioni con presidenti, segretari, organi direttivi può rappresentare il MoVimento. Gli unici mandati sono quelli elettorali e non esistono cariche.
Ai primi di giugno scoppiano i malumori in casa meetup Napoli e questa volta proprio tra quelli che vengono definiti “i magnifici 20”, coloro che per anzianità e carisma hanno sempre costituito la spina dorsale dei meetuppari partenopei. Non piace il metodo, non si comprende il criterio.
A questo punto preferisco riportare stralci della discussione che si è sviluppata, così da essere sicura che il mio punto di vista non inquini l'esposizione dei fatti.
PER IL PUNTO UNO
S:M: - Roberto (Fico ndr) ma se, GIUSTO PER FARE UN ESEMPIO IPERBOLICO, noi trovassimo un metodo decisionale e votassimo sui rimborsi, e votassimo a maggioranza per prendere i rimborsi anziché rifiutarli, andando contro l'ordine di Grillo, la nostra parola avrebbe la meglio e prenderemmo i rimborsi?
Roberto Fico: - Anche se la maggioranza fosse favorevole ai rimborsi, i rimborsi non si prendono: questo è un punto acquisito!
… e ancora ...
F.: - Roberto (Fico ndr), portavoce di Grillo a noi e non portavoce di noi a Grillo, promette e smentisce se stesso. Alla domanda sui rimborsi elettorali che gli feci [...] rispose che qualunque sarebbe stata la decisione nostra, quella sarebbe stata la decisione e nessun altra. Oggi smentisce e dice che ciò che Grillo ha detto è legge, e non se ne esce.
PER IL PUNTO DUE
Grillo, pochi giorni dopo la riunione di Milano, pubblica questo
Sorge spontanea la domanda … non è che sta dilagando la malattia del Cavaliere per cui si fanno regole che solo gli altri sono tenuti a rispettare rigidamente?
PER IL PUNTO TRE
Molti membri dell'ufficio stampa si dimettono ritenendo impossibile adempiere il proprio ruolo non sapendo più di chi può essere la voce che si può arrogare il diritto di rappresentare il MoVimento Campania.
La storia dei rimborsi elettorali, poi, è particolarmente tragicomica e sintomatica dell'assoluto caos in cui questo storico meetup è caduto.
A Napoli un associazione che si muove in nome del MoVimento c'è, si tratta del ”associazione del movimento Campania”, di cui i nomi dei soci non si riescono a conoscere per strani vincoli di privacy, ed è stata lei che senza dire nulla al gruppo, pochi giorni prima delle elezioni, attraverso raccomandata indirizzata alla Camera ha fatto richiesta dei rimborsi elettorali.
Perché fare domanda se si è sempre stati intenzionati a rifiutarli? Perché farlo alla chetichella, senza dire nulla a nessuno della “base”? Come sta procedendo quella richiesta? Mistero!!
F., nella sua analisi della situazione, mi sembra che esponga i fatti nella maniera più chiara possibile:
“Il punto è che dovremmo essere uniti anche nelle divergenze. Dovremmo tutti aiutarci nell'affrontare situazioni di differenze d'opinione, e dovremmo tutti essere pronti ad accettare qualunque esito di un'assemblea partecipata, unita, ricca di vita e voglia di fare e soprattutto buona fede, come sarebbe, o dovrebbe essere, un'assemblea del fu meetup di Napoli.
Ed invece Roberto ci dice che possiamo fare quel che ci pare, decidere quel che vogliamo, ma se c'azzardiamo a decidere che si prendono i soldi lui se ne va (o così l'ho interpretato io).
Ed allora ci dica perché è stata fatta richiesta dei rimborsi, se questa era la sua idea iniziale. E ci dica che senso di partecipazione è questo, quello di mettere il carro davanti ai buoi, non avere neanche un po' di fiducia in ciò che l'assemblea potrebbe poi deliberare, e nelle ragioni per le quali lo potrebbe poi fare.
Siamo tutti le stesse persone che fino ad oggi hanno lottato fianco a fianco, per battaglie che ci riguardavano da vicino, tanto quanto per battaglie che solo da lontano ci tangevano. Come si può anche solamente immaginare di dividersi per delle cazzate del genere? Come si può anche solamente lasciare andare tutto in malora, solo perché non si riesce ad accettare che qui ce ne fotte a tutti dei soldi, quello che ci interessa è che nessuno, e ribadisco NESSUNO dall'esterno possa dirigere ciò che noi siamo. “
Amen
La discussione, nello specifico, si è sviluppata sul meetup di Napoli a questo indirizzo
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