Reggio Calabria 28 aprile 2010. L’indagine coordinata dalla DDA di Reggio Calabria (Sostituti Procuratore dottori Roberto Di Palma, Adriana Fimiani, Giuseppe Bontempo, Alessandra Cerreti e Stefano Musolino) ha fornito uno spaccato degli assetti criminali esistenti in Rosarno, nonché degli equilibri e dei legami tra i soggetti appartenenti alle diverse famiglie, desunto proprio dalla dinamica degli eventi. In particolare le acquisizioni investigative hanno delineato i contorni di una delle più importanti cosche mafiose imperanti sul territorio di Rosarno, e con ramificazioni sul territorio nazionale: i “PESCE”.
L’attività, condotta dai Carabinieri, nasce a seguito all’omicidio, perpetrato in data 08.10.2006, di SABATINO Domenico[1], soggetto organicamente inserito all’interno del sodalizio criminale facente capo alla cosca “Pesce”.
In quest’ambito sono stati controllati gli esponenti della famiglia, alcuni dei quali detenuti, al fine di penetrare all’interno dell’ambiente criminale nel quale era inserito lo stesso SABATINO. Nello stesso contesto, le indagini hanno fornito altri spunti investigativi che consentivano di introdursi nelle dinamiche criminali, comprenderne le logiche e gli equilibri, ed ascoltare in diretta, per voce dei principali protagonisti, il contenuto delle relazioni e degli accordi, nonché registrare le modalità di esecuzione di progetti criminosi alla base dell’associazione di tipo mafioso.
Le attività della Polizia di Stato scaturiscono dall’azione che ha portato all’omicidio di ASCONE Domenico e tentato omicidio di ASCONE Francesco (cugini di ASCONE Vincenzo), avvenuti in data 14.08.2007. Tale episodio si inquadra nelle dinamiche sopra citate.
I “PESCE”, con l’altra cosca rosarnese dei “BELLOCCO”, nei cui confronti sono già stati eseguiti diversi provvedimenti cautelari a partire dal luglio 2009, costituiscono due poli intorno ai quali gravitavano altre “famiglie” ad esse legate, oltre che da legami di parentela (a volte opportunamente creati con fidanzamenti e/o matrimoni), anche da cointeressenze affaristiche. Chiaramente non si tratta di poli contrapposti, ma ognuna delle due cosche costituisce baricentro di interessi di tipo economico, ed in alcuni campi le rispettive sfere di influenza si intrecciano, stando bene attenti a non creare fratture, intervenendo per ricomporre gli attriti eventualmente creatisi tra le “famiglie” satelliti. E’ il caso delle vicende che riguardano le “famiglie” ASCONE e SABATINO, rispettivamente legate ai BELLOCCO ed ai PESCE. Il quadro delineato intorno alla famiglia “PESCE” emerge dalle indagini svolte proprio nei confronti dei principali esponenti del sodalizio, che tratteggiano le linee guida dell’intera organizzazione. Le frasi registrate durante un colloquio avuto da PESCE Antonino con suo figlio PESCE Francesco all’intero della casa circondariale di Napoli Secondigliano rappresentano evidentemente un’esortazione fatta dal padre a seguire le regole sulle quali è imperniata l’organizzazione criminale.
Colloquio tra PESCE Antonino con il figlio Francesco a proposito di ‘ndrangheta:
“vedi che queste parole non devi scordarle: quel vecchio una volta li ha chiamati, a tutti al bosco. E ve lo ha detto mio padre, vi ha avvertito che quello che se ne è andato ha lasciato dignità, onestà e ammirazione di tutti e noi la dobbiamo portare a vanti.…”;
Tali regole sono state tramandate a PESCE Antonino (capo indiscusso della cosca) dai suoi predecessori ed in particolare dal suo defunto zio PESCE Giuseppe cl. 23.
Colloquio tra PESCE Antonino il figlio Francesco il nipote PESCE Francesco cl. 79:
PESCE Antonino dice: “ Ciccio tu la devi smettere …tu pensa che io ho la possibilità di fare venire la fine del mondo….io in ogni paese ho fatto un favore…(inc)…ogni paese…uno a paese ce l’ho sai che faccio venire …la fine del mondo …non c’è niente per nessuno”;
Colloquio tra PESCE Antonino, suo figlio PESCE Francesco:
Antonio dice al figlio Francesco: “Quello la sai cos’è per me …quello …(inc…. insieme …quello per me è , no lui per me, io per lui, no lui per me, io sono come Gesù Cristo per lui …”mancu ai cani signori”, quello può avere tanta fiducia di me…”;
Le parole riferite ai suoi visitatori da PESCE Antonino durante i suoi colloqui, costituiscono un’importante testimonianza della storia del sodalizio che porta il suo nome. Il detenuto infatti racconta la sua “carriera” criminale in seno alla cosca, partendo dalle sue origini a fianco di suo zio PESCE Giuseppe, fino a descrivere inequivocabilmente il prestigio ed il potere acquistato dopo la morte dello zio, nonché le ingenti somme di denaro accumulate. Il quadro investigativo che si ricava è molto chiaro. La “cosca PESCE”, che affonda le sue radici nel territorio di Rosarno, è pienamente operativa, ed ha raggiunto una potenza, anche economica, tale che i rampolli della famiglia devono solo preoccuparsi di mantenere il livello raggiunto. Il contenuto delle conversazioni avute da un “boss” come PESCE Antonino con gli affiliati al gruppo mafioso costituiscono un’importante testimonianza degli attuali interessi nonché il coinvolgimento in affari illeciti della stessa organizzazione: trattano di attività di riciclaggio e reinvestimento (anche attraverso intestazione fittizia di beni) degli ingenti capitali accumulati negli anni dal clan “PESCE”; si occupano della risoluzione dei contrasti nati all’interno della famiglia, con particolare riferimento ad un attrito venutosi a creare tra il figlio ed il fratello del boss, PESCE Francesco e PESCE Vincenzo. L’attrito tra PESCE Francesco e i suoi zii, che a prima vista sembrerebbe far trasparire una sorta di debolezza del sodalizio, di fatto dimostra la compattezza verso l’esterno dell’organizzazione mafiosa, che – ripercorrendo le parole di PESCE Antonio – si basa sull’elemento più importante della tradizione ‘ndranghetistica: la famiglia. Nell’indagine 7 sono le donne arrestate: le loro condotte non sono più paragonabili alla cosiddetta “sorella d’omertà” incaricata secondo tradizione di fornire mera assistenza agli “uomini d’onore”. Queste hanno assunto parte attiva nella gestione degli affari illeciti, in particolare nella gestione del patrimonio della cosca.
Le indagini della Guardia di Finanza di Reggio Calabria in collaborazione con lo S.C.I.C.O. di Roma che ha impiegato, il sistema informativo MOLECOLA, hanno consentito di accertare una forte sproporzione tra l’ingente patrimonio individuato ed i modesti redditi dichiarati dai destinatari del provvedimento e dai componenti dei rispettivi nuclei familiari, tale da non giustificarne la legittima provenienza. Il valore dei beni mobili, società commerciali e conti correnti (bancari e postali), sequestrati dalla G.di.F ammonta a circa 7,5 milioni di euro.
I beni raggiunti dal provvedimento ablativo sono:
a) Ditta Individuale MAZZUOCCOLO Teresa, esercente l’attività di “commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari”, con luogo di esercizio a Rosarno (RC);
b) Emittente radio abusiva, denominata “Radio Olimpia”, con sede in Rosarno (RC), via Ospizio n. 14;
c) Ditta Individuale PESCE Marcello, esercente l’attività di “Commercio di autovetture”, con luogo d’esercizio a Rosarno (RC).
La società è risultata titolare di numerose autovetture (tra cui molte di lusso e di rilevante valore economico);
d) Ditta Individuale FILDA DISTRIBUZIONE di PALAIA Rocco, con sede a Rosarno (RC) ed esercente l’attività di “Commercio all’ingrosso di cioccolato e dolciumi”;
e) Ditta Individuale RAO Franco, con luogo d’esercizio a Rosarno (RC) ed esercente l’attività di “vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione” (distributore);
f) Numerosi conti correnti ed autovetture intestati ai familiari degli arrestati.
[1]SABATINO Domenico nato a Rosarno nel 1952, responsabile di numerosi reati in particolare per delitti di ricettazione, violazione alle leggi sulle armi e stupefacenti, nonché associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, affiato alla cosca mafiosa dei “PESCE”.
ELENCO FERMI DELEGATI ALL’ARMA DEI CARABINIERI
- PESCE Francesco, nato a Gioia Tauro nel 1978, detto “testuni” irreperibile, attualmente ricercato;
- PESCE Giuseppe, nato a Rosarno nel 1954, detto “pecora” arrestato;
- PESCE Vincenzo, nato a Rosarno nel 1959, detto “u paccio” e/o “u mbriacune” arrestato;
- PESCE Marcello, nato a Rosarno il 1964, detto “ballerino”, irreperibile, attualmente ricercato;
- FERRARO Angela, nata a Taurianova il 1963, arrestato;
- PESCE Giuseppina, nata a Gioia Tauro il 1979 arrestato;
- PESCE Marina, nata a Cinquefrondi il 1982, arrestato;
- MESSINA Maria Grazia, nata a Rosarno il 1942 arrestato;
- PESCE Maria Grazia, nata a Cinquefrondi il 1982 arrestato;
10. STANGANELLI Maria, nata a Cinquefrondi il 23.03.1987 arrestato;
11. MATALONE Roberto, nato a Rosarno il 1977, irreperibile, attualmente ricercato;
12. PESCE Francesco, nato a Taurianova il 1979, arrestato;
13. PESCE Giuseppe, nato a Cinquefrondi il 1980 irreperibile, attualmente ricercato;
14. PESCE Rocco, nato a Gioia Tauro il 1984 arrestato;
15. PESCE Francesco, nato a Cinquefrondi il 1987 arrestato;
16. PALAIA Rocco, nato a Rosarno il 1972 arrestato;
17. FILARDO Giuseppe, nato a Rosarno il 1968, detto “fifio” arrestato;
18. TIRINTINO Antonino, nato a Rosarno il 1959 arrestato;
19. DI MARTE Giuseppe, nato a Filandari il 956 arrestato;
20. DI MARTE Francesco, nato a Rosarno il 1963 irreperibile, localizzato all’estero;
21. GIOVINAZZO Francesco, nato a Gioia Tauro il 1980 arrestato;
22. ZANGARI Antonio, nato a Cinquefrondi il 1981 arrestato;
23. MOUBARAKCHINA Elvira, nata a Sverdlosk (Russia) il 1976 arrestato;
24. PETULLA’ Alberto, nato a Rosarno il 1960, arrestato;
25. LUCIA Claudio, nato a Como il 1965, irreperibile, attualmente ricercato;
26. ODIERNA Yuri, nato a Milano il 1978, arrestato;
27. BASSOLAMENTO Marco, nato a Milano il 1969 arrestato;
28. CARBONE Rocco, nato a Cinquefrondi il 25.09.1985 arrestato;
29. ROMANO Giovanni, nato a Bari il 30.04.1970 irreperibile, attualmente ricercato;
30. D’AGOSTINO Claudio, nato a Cinquefrondi il 28.09.1985 arrestato;
31. RAO Franco nato a Taurianova il 964, detto “u puffu” arrestato;
32. RAO Rocco nato a Rosarno il 1961 arrestato.
ELENCO FERMI DELEGATI ALLA POLIZIA DI STATO
33. GIOVINAZZO Rocco, nato a Rosarno il 1946 arrestato;
34. ARENA Antonio, nato a Rosarno il 1965, arrestato;
35. VARRA’ Domenico, nato a Rosarno il 1954 arrestato;
36. FORTUGNO Domenico, nato a Cinquefrondi il 1981 arrestato;
37. FERRARO Mario, nato a Rosarno il 1949 arrestato;
38. SIBIO Domenico, nato a Taurianova il 1978, irreperibile, attualmente ricercato;
39. ARENA Domenico, nato a Rosarno il 1954 irreperibile, attualmente ricercato;
40. LEOTTA Domenico, nato a Rosarno il 1960 irreperibile, attualmente ricercato.

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