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SE IL VESCOVO DI MILETO LUIGI RENZO ORDINA DI TENERE LONTANE DALLE PROCESSIONI LE PERSONE DISCUSSE, MA LO STOP ALL’AFFRUNTATA, NON È UN AFFRONTO ALLA ‘NDRANGHETA

Calabria News - Calabria Notizie
Scritto da Mediterraneo Online   
Mercoledì 07 Aprile 2010 17:07
Sant’Onofrio è un comune di 3.239 abitanti della provincia di Vibo Valentia. Centro ad attività principalmente agricola; punto di passaggio per raggiungere Vibo Valentia, in quanto sede dell’omonimo svincolo dell’A3. Centro agricolo, sorge nell’alto bacino del Mesima. Il territorio confina con i comuni di Filogaso, Maierato, Pizzo, Stefanaconi, Vazzano, Vibo Valentia. Il paese è nato [...]

Sant’Onofrio è un comune di 3.239 abitanti della provincia di Vibo Valentia. Centro ad attività principalmente agricola; punto di passaggio per raggiungere Vibo Valentia, in quanto sede dell’omonimo svincolo dell’A3. Centro agricolo, sorge nell’alto bacino del Mesima. Il territorio confina con i comuni di Filogaso, Maierato, Pizzo, Stefanaconi, Vazzano, Vibo Valentia. Il paese è nato intorno al monastero basiliano di Sant’Onofrio di Filogaso e Panaja. Esclusi da una rappresentazione religiosa, gli affiliati alle cosche della ‘ndrangheta, hanno sparato contro la casa del priore. Il ruolo di “portatori” era sempre stato in gran parte dei picciotti dei clan della ‘ndrangheta. Erano loro a portare sulle spalle le statue della Madonna Addolorata, di San Giovanni e del Cristo Risorto la domenica di Pasqua.

SANT’ONOFRIO (V.V.)-LA PROCESSIONE PASQUALE DEI MAMMASANTISSIMA: GESU’ & LA MADONNA LI PORTIAMO NOI…SE IL VESCOVO DI MILETO LUIGI RENZO ORDINA DI TENERE LONTANE DALLE PROCESSIONI LE PERSONE DISCUSSE, MA LO STOP ALL’AFFRUNTATA, NON È UN AFFRONTO ALLA ‘NDRANGHETA

Il vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, Luigi Renzo, ha deciso di far girare per le 163 parrocchie della Diocesi, un “direttorio”, un regolamento interno, per le “buone pratiche” nelle manifestazioni pubbliche. E tra le “raccomandazioni” del vescovo proprio quella di tenere lontane dalle processioni le “persone discusse”. Piu’ prudenza nella scelta dei figuranti. Un’indicazione seguita dal parroco don Franco Fragalà e dal priore della confraternita che si occupa del sorteggio dei nomi dei portatori, Michele Virdò. Il Comune di Sant’Onofrio, il centro del vibonese dove ieri, dopo un’intimidazione ai danni del priore che organizza il rito, è stata sospesa la tradizionale rappresentazione pasquale dell’Affruntata. condizionamenti mafiosi è stato sciolto nell’aprile del 2009. Per la Commissione Parlamentare Antimafia ed le relazioni annuali dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia sul territorio di Sant’Onofrio, una delle cosche egemoni è quella dei Bonavota, colpita da numerosi arresti. E da sequestri di beni per milioni di euro

Domenico Salvatore

SANT’ONOFRIO (V.V.)- alleluia!Nell’avamposto dello Stato, dove la legalità è un optional. E la Resurrezione della dignità della Chiesa, stufa di subire. Dove il sacro si mescola col profano. L’orgoglio ed il narcisismo dei clan si alternano con le raffiche di kalashnikov, lupare e pistole. E dove fra Pater, Ave e Gloria, s’intrufola il marketing delle cosche mafiose in lotta per la conquista del territorio. Il luogo santo per eccellenza, dove chi conquista a suon di decine e centinaia di migliaia di euri, l’incanto o l’appalto, coi soldi in busta, può ostentare lo status di portatore. Il pulpito giusto e prestigioso per far capire, chi comandi in paese. A parte il posto in prima fila nel comitato d’onore. L’occasione irripetibile ed irrinunciabile per le famiglie di ‘ndrangheta per dimostrare il prestigio e la potenza ed il rispetto delle altre famiglie. In passato, gli uomini della ‘ndrina, (per i “novizi” della cosche era una sorta di debutto in società; ma anche un’investitura di boss e gregari, di capi e killer), si vestivano a festa e si presentavano in chiesa per la processione dell’Affruntata. Una festa pagana talmente radicata sul territorio e nella tradizione popolare, da essere esportata anche nelle numerose comunità calabresi all’esterro, come quella di Toronto in Canada. I mafiosi ha daeetto il Papa e ribadito dala CEI, sono fuori dalla Chiesa e non avranno più nessuno copertura morale. Una rappresentazione dell’annuncio della Resurrezione di Gesù Cristo, eseguita prima della messa di mezzogiorno, portando a spalla, tre statue di santi raffiguranti: Maria Addolorata, Gesù e San Giovanni. Ma a Sant’Onofrio è saltata quella del 2010. E i clan hanno fatto sapere di non gradire l’estromissione. Sabato sera, ignoti picciotti, hanno sparato due colpi di pistola contro il cancello esterno dell’abitazione del priore; il presule della confraternita del Santissimo Rosario, Michele Virdò che organizza l’Affruntata”. L’intimidazione dopo l’invito della diocesi a selezionare i figuranti L’azione intimidatoria ha provocato la sospensione del rito. Il parroco, don Franco Fragalà, infatti, sentito il vescovo Luigi Renzo, e d’accordo con i Carabinieri che si muovono agli ordini del maresciallo Sebastiano Cannizaro, ha deciso di sospendere la manifestazione, che potrebbe svolgersi domenica prossima. A rivelare il ruolo della ‘ndrangheta nelle manifestazioni religiose di San’Onofrio fu il pentito Rosario Michienzi, del luogo, autista del commando della strage dell’Epifania consumata negli anni ‘90 a Sant’Onofrio.

Il 6 gennaio, 1991un commando della ‘ndrina di Rosario Petrolo, inteso “Sarino da petraia”, armato di pistole, lupare e kalashnikov entrò in scena (western) in Piazza, a Sant’Onofrio per ammazzare Rosario Cugliari, sfuggito ad un precedente agguato e Antonio Lopreiato, alleati e parenti dei Bonavota. Figli del mammasantissima “Don” Vincenzino Bonavota, stroncato da un infarto nel 1998. Bilancio:due morti ed undici feriti, che con la mafia, non avevano niente a che vedere. Michienzi disse che, tutti i picciotti che vengono “battezzati” durante l’anno, fanno la loro prima apparizione pubblica in occasione dell’Affruntata, portando sulle spalle la statua di San Giovanni, segno di forza e di comando. Gli altri, intesi come il potere economico e militare del clan, prendono posto sotto le altre statue.La cronaca e la tradizione hanno rivelato in tutte le salse l’uso fondamentale della simbologia religiosa nei riti della ‘ndrangheta: santi, Madonne ed altri personaggi biblici. Compresa la Madonna della Montagna o di Polsi, dove ogni anno avveniva lo storico summit della ‘ndrangheta, presieduto dal capo dei capi
L’OPINIONE DI UN ALTRO PENTITO DI MAFIA (COSA NOSTRA, Salvatore Grigoli, l’uomo che ha ucciso don Pino Puglisi il 15 settembre 1993, condannato a 16 anni per l’uccisione del parroco di Brancaccio, dopo il suo arresto ha iniziato a collaborare con la giustizia, chiedendo anche perdono alla Chiesa. Avrebbe dovuto testimoniare il suo pentimento, nel senso cristiano del termine, nella sala Paolo VI di Citta’ del Vaticano, ma i giudici della Corte d’Assise, che allora lo processavano, negarono l’autorizzazione: «La Chiesa di Don Puglisi disse Grigoli, in un’intervista rilasciata a Famiglia Cristiana, era diversa da quella che eravamo abituati a conoscere. Per Cosa Nostra la Chiesa era quella che, se c’era un latitante, lo nascondeva. Non perché era collusa, ma perché aiutava chi aveva bisogno. Un territorio neutro, ma tutto ciò è venuto a mancare negli ultimi anni».

Ero un mafioso agli ordini dei boss di Brancaccio quando il 9 maggio 1993 il papa Wojtyla, lanciò dalla Valle dei Templi di Agrigento l’anatema contro di noi. Giovanni Paolo II, stringendo il crocifisso e alzando il dito verso il cielo lancio’ una scomunica contro i mafiosi. L’eco fu vastissima. Le parole e le immagini del Papa dalle Valle dei Templi di Agrigento ai piedi del Tempio della Concordia fecero il giro del mondo:”Dio, ha detto “non uccidere”: nessuna agglomerazione umana, mafia, frutto dell’opera del tentatore, peccato sociale, puo’ calpestare questo diritto santissimo di Dio. Questo popolo siciliano, talmente attaccato alla vita, che ama la vita e dà la vita, non puo’ vivere oppresso sotto la pressione di una civiltà della morte. Il contrario della civiltà dell’amore voluta da Dio. Convertitevi: una volta verrà il giudizio di Dio”

Le parole del Papa avrebbero indotto i boss a reagire nel luglio di quello stesso anno con gli attentati alle chiese di San Giovanni in Laterano e di San Giorgio al Velabro. I vescovi siciliani a più riprese, avevano censurato i mafiosi, ma mai un Papa aveva pronunciato parole così decise e ferme.Sant’Onofrio è un paese dove la ‘ndrangheta ha il suo peso. Lo dimostra anche il fatto che nell’aprile del 2009, il comune sia stato sciolto per presunti condizionamenti mafiosi. Da allora, l’amministrazione è retta da una commissione straordinaria. Stamani, sulle prime pagine di tutta la stampa nazionale campeggiavano titoli da scatola… “Via le cosche dalla processione, dunque e selezionare i figuranti” Saltata la tradizionale “Affruntata», manifestazione pasquale a Sant’Onofrio, comune del Vibonese. E sulla casa del priore piovono spari. Esclusi da una rappresentazione religiosa, gli affiliati alle cosche della ‘ndrangheta hanno sparato a scopo intimidatorio contro il cancello dell’abitazione del priore della confraternita che organizza il rito, provocandone la sospensione. L’intimidazione è stata compiuta ai danni del Sabato sera, ignoti hanno sparato due colpi di pistola contro il cancello esterno dell’abitazione del priore, il presule della confraternita del Santissimo Rosario, Michele Virdò che organizza l’Affruntata”. Il parroco, sentito il vescovo Luigi Renzo, e d’accordo con i carabinieri, ha deciso di sospendere la manifestazione e così via In passato, secondo quanto è emerso anche da alcune inchieste giudiziarie, pregiudicati e ‘ndranghetisti erano soliti portare a spalla una delle statue come segno di visibilità e di forza nei confronti della cittadinanza. Una pratica fortemente osteggiata da mons. Renzo, che con una direttiva a tutte le parrocchie della Diocesi ha invitato ad una maggiore prudenza nella scelta dei figuranti. Cosa che quest’anno, a Sant’Onofrio, è avvenuta. Una delle ipotesi su cui stanno lavorando i carabinieri è che l’esclusione dalla manifestazione possa avere spinto qualcuno a «reagire», sparando contro il cancello del priore della Confraternita. La ‘ndrangheta oramai s’è infiltrata su tutto il territorio e vuole condizionare preti, arcipreti, vescovi, arcivescovi e cardinale. Ma il papa Giovanni Paolo II lanciò scomuniche ed anatemi, nella valle dei Templi ad Agrigento. .

Ed ancora…A Sant’Onofrio nel Vibonese prima domenica di Risurrezione senza la tradizionale “Affruntata”. A farla saltare la decisione della Curia di Mileto a seguito della sparatoria contro il priore della locale confraternita, che organizza il rito. Dopo secoli Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia, ha vissuto, il 5 aprile, la sua prima Pasqua senza l’Affruntata, la processione spagnoleggiante, comune a molte cittadine del sud Italia, il cui culmine è costituito dall’incontro delle statue del Cristo Risorto, dell’Addolorata e di San Giovanni Evangelista.
Domenico Salvatore

L’onorevole Leoluca Orlando (Italia dei Valori; Marcp Minniti del PD e Francesco Storace della Destra. Il dossier passa nelle mani della DDA di Catanzaro
SANT’ONOFRIO (V.V.)-LA POLITICA FA GLI APPLAUSI ALLA CHIESA PER IL CORAGGIO DIMOSTRATO: E’ UNA BATTAGLIA DI CIVILTÁ
A Vibo Valentia anche la Commissione Parlamentare Antimafia diretta dall’onorevole Beppe Pisanu, ex ministro degl’interni
Domenico Salvatore
SANT’ONOFRIO- Esclusi da l’Affruntata’. una rappresentazione religiosa pasquale, gli affiliati alle cosche della ‘ndrangheta hanno sparato contro la casa del priore. L’azione intimidatoria ha provocato la sospensione del rito tradizionale,che è saltato. In passato, gli ‘ndranghetisti erano soliti portare a spalla una delle statue come segno di forza e di visibilita’. Il comando provinciale dei Carabinieri diretto dal colonnello Giovanni Roccia ha lavorato sodo. I risultati si sono visti subito. Da sabato notte i carabinieri lavorano ininterrottamente per cercare di identificare i responsabili dell’attentato all’abitazione del priore. Dopo il pubblico divieto di partecipazione ai riti religiosi pasquali, rivolto agli affiliati della ‘ndrangheta, sono arrivati i colpi di arma da fuoco esplosi a scopo intimidatorio contro la casa del priore della confraternita del Santissimo Rosario. I militari, hanno recuperato 30 cartucce calibro 38 special in una nicchia della Santa Croce, accanto al cimitero, dove vengono posti i lumini. Le cartucce sono ora all’esame degli specialisti per verificare se siano riconducibili a precisi episodi criminali. Sotto pressione per le perquisizioni in corso, qualcuno potrebbe essersi liberato di armi e munizioni, pensando di metterle in un posto sicuro, come appunto la nicchia..

IL CONTESTO, SECONDO LE FORZE DI POLIZIA CHE AGISCONO CON IL COORDINAMENTO DELLA MAGISTRATURA VIBONESE (PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA MARIO SPAGNOLO ) E DELLA DDA DI CATANZARO DIRETTA DAL PROCURATORE CAPO DELLA REPUBBLICA ANTONIOVINCENZO LOMBARDO È FORTEMENTE CONDIZIONATO DALLA COSCA BONAVOTA, CHE HA RAMIFICAZIONI IN TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE, PIÙ VOLTE COLPITA ANCHE NEI PATRIMONI.

Una cosca che, secondo gli inquirenti, sarebbe riuscita anche a condizionare il Consiglio comunale, sciolto per infiltrazioni mafiose. Dopo una sanguinosa faida con la cosca Petrolo, culminata nella strage dell’Epifania proprio a Sant’Onofrio, con numerosi morti e feriti, i Bonavota hanno mantenuto il potere assoluto nell’area.Una situazione esplosiva, che ha provocato divergenze fra le stesse istituzioni. In merito alla sospensione della processione dell’Affruntata, il prefetto, Luisa Latella si differenzia ” Per noi l’ordine pubblico si poteva e si può mantenere. Perché l’ordine pubblico lo manteniamo noi e non le cosche. Per quanto ci riguarda non c’erano problemi. Le regole per la partecipazione a queste iniziative ci sono già da tempo e valgono per tutte le parrocchie; tant’è che domenica l’Affruntata si è svolta in altre realtà della provincia, compresa Vibo Valentia. Per quanto riguarda gli aspetti religiosi, ovviamente, è il vescovo con i suoi collaboratori che decide” La decisione del vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, Monsignor Luigi Renzo, di vietare ai malviventi di partecipare alle cerimonie religiose ha avuto risonanza nazionale ed estera. Puntualmente sono arrivate le manifestazioni di sostegno dal mondo della politica. A cominciare dalla lettera del nuovo Governatore della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti.indirizzata al parroco di Sant’Onofrio, Franco Fragalà, “La sua decisione di sospendere la cerimonia dell’Affruntata è un gesto che va al di là del clamore che esso giustamente ha suscitato e rappresenta un altro importante passo del nuovo cammino verso la liberazione della Calabria dalla presenza della mala pianta della criminalità organizzata. Il suo coraggio ci riporta al Vangelo dell’apostolo Matteo, che racconta la cacciata dei mercanti dal tempio di Gerusalemme. Il suo è un messaggio inequivocabile che, sono certo, gli abitanti di questa laboriosa, bella e sfortunata terra, sapranno decodificare in termini di partecipazione a una sorta di crociatà tesa a bonificare quei segmenti di società che frenano il nostro sviluppo socio, economico e culturale. Sono certo che lei, una volta scemato l’interesse mediatico, NON SARÀ SOLO NEL PORTARE AVANTI UNA BATTAGLIA DI CIVILTÀ A CUI LA CALABRIA DEGLI ONESTI VUOLE PARTECIPARE”. Leoluca Orlando dell’Italia dei Valori afferma:” E’ un segnale importante e che deve essere appoggiato da tutte le istituzioni locali e nazionali. Torna alla memoria l’indimenticabile magistero del cardinale Salvatore che, a seguito della forte omelia pronunciata in occasione dei funerali del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, ribadì con grande chiarezza la posizione della Cei e del Papa, affermando che la mafia era una struttura di peccato. Il porporato, in occasione della festa di Cristo Re del novembre del ‘92, vietò la presenza di esponenti della criminalità organizzata nelle confraternite di laici cristiani e ne dispose l’allontanamento”. Francesco Storace, segretario nazionale de La Destra, ha espresso solidarietà alla chiesa calabrese “che non tollera i boss mafiosi in processione. E’ un segnale di cui essere orgogliosi”. Anche l’onorevole Marco Minniti del Pd:” Il gesto del vescovo è semplice e coraggioso, di straordinario valore religioso e di altissimo impegno civile. La reazione della ‘ndrangheta locale è stata violenta e primitiva, ma anche impotente e destinata a perdere. Serve ora che nessuno sottovaluti quel che sta accadendo a Sant’Onofrio né il rischio di altri gesti di mafia. Al ministro Maroni chiediamo un impegno alto per garantire alla Chiesa e ai cittadini di quella zona, e da subito, condizioni di serenità per poter assolvere liberamente ai propri compiti”. Probabilmente sarà la Dda di Catanzaro, a indagare sull’attentato della vigilia di Pasqua contro il priore di Sant’Onofrio, Michele Virdò. IN PAESE E DINTORNI SONO PIOMBATI ADDETTI AI LAVORI DA OGNI PUNTO. COMPRESA LA COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA DIRETTA DALL’ONOREVOLE BEPPE PISANU, EX MINISTRO DEGL’INTERNI. IN ZONA OPERAZIONI, LA LOCALE SQUADRA MOBILE DIRETTA DAL VICE-QUESTORE AGGIUNTO MAURIZIO LENTO E QUELLA DI CATANZZARO, DIRETTA DAL VICE-QUESTORE AGGIUNTO FRANCESCO RATTI. Seguonol a cosa da vicino anche i questori Arturo de Felice (CZ) e Filippo Nicastro (V.V.) , i prefetti Giuseppina Di Rosa (CZ) e Luisa Latella (V.V.), nonché i colonnelli comandanti provinciali della Guardia di Finanza, Salvatore Tatta (CZ) e Giuseppe Licari ( V.V.), coordinati dal comandante regionale, generale di Brigata, Gaetano Giancane e dei Carabinier, colonnello Claudio D’Angelo (CZ), coordinati dal comandante regionale, generale di Brigata Marcello Mazzuca. Il ministro degl’interni Roberto Maroni ha già inviato i suoi funzionari che stanno lavorando alacremente. A Vibo Valentia sono arrivati inviati speciali da ogni angolo della nazione ed anche da fuori. Domenico Salvatore


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