
Il logo di Sellia Marina e il Palazzo comunale
I cittadini selliesi di due cose possono stare sicuri. La prima è che la maggioranza amministrativa, targata “Amelio”, “si è sempre impegnata e adoperata, per quanto possibile, alla soluzione dei disagi della popolazione”. La seconda è che il logo della città è “di proprietà” del Palazzo comunale. Chi lo utilizza per altri motivi “fa un uso indebito”. Così ha risposto il primo cittadino che di proprio pugno ha negato tutte e tre le richieste di consiglio straordinario avanzate dagli esponenti della minoranza consiliare. Le domande vertevano su: la possibile collocazione di una centrale nucleare nella ridente cittadina ionica, secondo la mappa diffusa dall’associazione “Greenpeace”, in seguito alla volontà del governo che ha di fatto legiferato a favore del ritorno del nucleare nel nostro paese. Sulle situazioni di disagio che vivono i cittadini in ordine alla fornitura dell’acqua potabile, alla sporcizia delle strade, alla presenza di cani randagi, all’assenza di illuminazione del parco a mare e ad altro. E su una terza richiesta in merito alla situazione igienico-sanitaria del comune a causa della inefficiente condotta fognaria. Per tutte queste petizioni gli esponenti dell’opposizione avevano protocollato un’apposita convocazione di un civico consesso aperto a tutta la cittadinanza inserendo nel documento il proprio logo, “Selli@mare”, e quello del Comune. Perentoria la risposta di Giuseppe Amelio: “In via preliminare si contesta l’indebito uso del logo del Comune contestualmente al logo del Vs gruppo”. È come se un cittadino italiano scrive al presidente del Consiglio inserendo nel testo i colori della bandiera italiana. E questi, poi, replica bollando come “indebito” l’uso. I colori della bandiera italiana sono “di proprietà” di tutti i cittadini italiani per senso comune. Così come ogni cittadino di Sellia Marina si riconosce in quell’uomo che taglia il grano con la falce. È la memoria e la coscienza storica di tutti i suoi abitanti. Ma per il sindaco, evidentemente, “appartiene” solo alle carte che escono dal Palazzo del potere.
Giuseppe Amelio nel non accogliere le richieste della minoranza così motiva: “Non vi sono ancora iniziative ufficiali in merito”. E per “non creare inutile allarmismo tra la popolazione”. In altre parole, se l’assessore regionale all’Ambiente, Silvestro Greco, rispondendo a una lettera di Piero Granata, esponente del laboratorio “Selli@mare”, indirizzata tra gli altri al governatore della Calabria, si è dichiarato categoricamente contrario all’eventualità della costruzione di una centrale in Calabria, il sindaco interessato, invece, non prende posizione tanto da evidenziare la “non ufficialità della notizia”, e per “non creare inutile allarmismo tra la popolazione”. Probabilmente la più alta autorità locale dimentica il fatto che allorquando il governo centrale renderà pubblici i siti dove costruire le centrali saranno già considerati “di interesse strategico per il Paese”, così come sottolineato da Claudio Scajola, ministro dello Sviluppo economico. E giocoforza gli enti locali, Comuni, Provincie e Regioni, non avranno nessuna voce in capitolo. Per la cronaca è bene ricordare che grazie all’ “allarmismo” del deputato sardo, Federico Palomba, di Idv, e del governatore pugliese, Nichi Vendola, le loro regioni di riferimento, la Sardegna e la Puglia, hanno ricevuto rassicurazioni dal governo circa il fatto che non saranno attenzionate da eventuali siti.
Mentre il diniego opposto dal primo cittadino in merito alle altre richieste della minoranza sono basate sulla falsariga dell’impegno, sempre profuso, della maggioranza amministrativa.
Tuttavia, c’è da rilevare, ancora, il fatto, che presumibilmente sarà sfuggito al sindaco, che ai sensi del capo VI del regolamento comunale, comma 4, “Il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore a 20 giorni, quando lo richiede un quinto dei consiglieri, inserendo all’ordine del giorno le questioni richieste”. Essendo diciassette i componenti del civico consesso, ne basterebbero quattro, quindi, per richiederne la convocazione. Quelli della minoranza che hanno firmato sono cinque. Delle due l’una. O Giuseppe Amelio si è dimenticato di ripassarsi le regole che normano la convocazione di uno dei momenti più alti di democrazia partecipata, quella della discussione pubblica su temi che interessano tutti i cittadini. Oppure la macchina della delega amministrativa, nuova di zecca, quella della “Partecipazione” affidata al neovicesindaco, Walter Placida, all’indomani della recente vittoria elettorale, per “favorire maggiormente gli interessi di tutta la comunità”, è stato detto, ancora si deve mettere in moto.

"Amelio “schiaffeggia” Selli@mare",
comunicato stampa dei componenti dell'opposizione.
Era obbligato, anzi “tenuto”, come recita la legge, a convocare il Consiglio straordinario entro “20 giorni” dato che il 28 luglio glie lo aveva richiesto “un quinto dei consiglieri”, i 5 di Selli@mare appunto, ed era tenuto ad inserire “all’ordine del giorno le questioni richieste”.
Il gruppo di opposizione aveva proposto un Consiglio aperto alla cittadinanza su alcuni temi ambientali e sull’inquietante ipotesi di Sellia Marina quale sito scelto dal Governo per la costruzione di centrali nucleari di terza generazione.
Ma l’”atto dovuto”, dovuto sia per legge che per intuibili ragioni di opportunità, è divenuto per il Sindaco “discrezionale”: e così Amelio, ritenendo che “non vi sono ancora iniziative ufficiali in merito”, ha preso una decisione per tutti, negando il Consiglio, così si legge nella nota del 31 agosto, per “non creare inutile allarmismo tra la popolazione”.
E’ noto che con una recente legge di iniziativa governativa il Parlamento ha disposto il ritorno al nucleare e che entro il 15 febbraio prossimo il Governo è stato delegato a scegliere le località ove procedere alla costruzione di nuove centrali. Più volte il Ministro competente Scajola ha annunciato che il numero delle nuove delle centrali non sarà inferiore a 7 o 8.
Proprio durante la discussione in Parlamento, Greenpeace è andata a rispolverare le carte dell’Enea, l’ente nazionale per l’energia atomica, e qui ha individuato e pubblicato, mai smentita dal Governo, i siti oggi ritenuti più idonei. Tra questi figura anche la Calabria con Cariati, Melissa e Sellia Marina. Questa notizia era stata pubblicata anche da Donna Moderna (edizione uscita il 26/7/2009) evidenziando l’idoneità della zona ex base Nato in località Ruggero: lo studio di Greenpeace non faceva altro che operare delle deduzioni dalle carte ufficiali dell’ENEA.
L’esponente del laboratorio Selli@mare, Piero Granata, aveva subito scritto una lettera aperta al Presidente Napolitano ed al Governatore Loiero: e l’Assessore regionale Greco sulla stampa regionale aveva subito dichiarato la netta contrarietà sua e della Giunta Regionale.
Da qui la richiesta del Consiglio di Selli@mare che proponeva, all’interno di una discussione aperta alla cittadinanza, sia una moratoria nucleare che un analogo coinvolgimento sul tema di tutti i comuni del comprensorio.
Ma con un decisione illegale, e senza precedenti, il Sindaco Amelio ha di fatto negato a tutta la cittadinanza selliese sia il diritto di essere informata su un tema di così vaste proporzioni, sia di poter dire la propria; ha perciò escluso, lo si ribadisce, decidendo lui per tutti, che intorno a questo caso si potesse generare proprio quella tanto amata “sinergia” tra i Comuni del comprensorio; vuole impedire, lui su tutti, il formarsi di un’opinione, questa si “sinergica e trasversale”, in grado mettere insieme, almeno per una volta, tutti i cittadini del medio Jonio catanzarese.
I motivi? “Non vi sono ancora iniziative ufficiali in merito”, “non creare inutile allarmismo tra la popolazione”.
Evidentemente una Legge (la 99/2009) che delega il Governo a decidere, e senza consultare le popolazioni interessate non è, per il Sindaco di Sellia Marina, “un’iniziativa ufficiale in merito”: meglio tecere e aspettare che il Governo “scelga” di autorità.
Ma non è chiaro cosa Amelio intenda fare “dopo”, se non dice ai suoi concittadini come la pensa “oggi”. Non è perciò chiaro dove Amelio voglia andare a parare e soprattutto verso quale altra sciagura Amelio desidera traghettare stavolta non solo i suoi concittadini, ma anche quelli di tutto il comprensorio.
E senza volerlo è lo stesso Sindaco a tradire proprio il suo vedere di buon occhio il nucleare a Sellia Marina: se ammette che discutere pubblicamente l’eventualità del nucleare può creare “allarmismo” è perché allarme si genera quando c’è pericolo. E’ perciò evidente che Amelio teme (questo è il vero pericolo) di non avere la cittadinanza dalla sua parte se il solo parlarne (ed eventualmente decidere democraticamente un NO) può generare un “allarme” che egli stesso considera “non” utile.
Ciò si spiega col fatto che per il Sindaco di Sellia Marina (questo qui che decide per tutti) sia più “utile” mantenere un prudente silenzio: non si mai, magari potrebbe essere “premiato” dal Governo il prossimo 15 febbraio quando le scelte politiche romane saranno ormai irreversibili.


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