Più i giorni trascorrono più l’angoscia, comprensibilmente, in casa Fraietta aumenta. Giuseppe Fraietta, ventiquattrenne catanzarese, è sparito di casa sabato otto agosto, dopo cena e non vi ha fatto mai più ritorno. E dopo l’appello disperato del padre Domenico, operaio saldatore, ritorna a parlare la sorella del ragazzo, Eleonora, la quale dopo aver mandatoun messaggio chiaro a chiunque quella sera abbia incontrato Giuseppe, affinché dica ciò che sa, rivolge un appello agli investigatori, chiedendo che le ricerche non conoscano sosta affinché suo fratello non sia considerata una persona di serie B. «Non vogliamo – dice Eleonora Fraietta - che questa storia finisca nel silenzio. Nessuno ha bussato a casa nostra, almeno per visionare la stanza di Giuseppe. Nessuno ci ha ancora detto se c’è un’idea concreta su quello che può essere accaduto a Giuseppe. Tutto ciò che i carabinieri hanno in mano, almeno per quanto ne sappiamo, è quello che noi abbiamo consegnato loro». A questo punto la famiglia Fraietta sembra escludere l’ipotesi dell’allontanamento volontario da parte di Giuseppe. Come poi si sarebbe dovuto allontanare Fraietta? Il ventiquattrenne infatti quel sabato uscì con pochi spiccioli in tasca, senza cellulare e senza auto. La contraddizione che esiste, nella ricostruzione dei fatti, è che, se davvero, come racconta la famiglia, Giuseppe uscì di casa come se non dovesse andare lontano, in realtà nel salutare i genitori e la fidanzata (alla quale telefonò prima di uscire), sempre secondo il racconto della sorella, il ragazzo disse di non preoccuparsi perché si sarebbe fatto molto tardi. Chi ha incontrato dunque Fraietta dopo essersi recato al bar? Con chi si è allontanato da rione Fortuna? E in quello stesso quartiere, in questa due giorni ferragostana si è sparsa una voce che però non ha trovato nessuna conferma ufficiale negli ambienti investigativi ,quella di una seconda scomparsa, sempre di un ragazzo. Una voce che anche Eleonora Fraietta ha sentito, ma che imputa ad una sorta di psicosi che si è diffusa. Ciò che oggi la famiglia chiede con la forza della disperazione è che chiunque sappia, parli. Il Quotidiano del 17.8.2009 - Giulia Zampina

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