Il consigliere comunale Natalino Zofrea traccia benefici e ricadute positive con la realizzazione dell’opera. L’obiettivo è creare un distretto nautico di riferimento per il Basso Jonio Veduta aerea della spiaggia di Soverato dove dovrebbe sorgere il porto. È stata individuata l’area da adibire alla costruzione del porto di Soverato. Dopo tanti anni di dibattito, sembra che lo scenario possa cambiare da un momento all’altro. L’area si trova proprio al confine con il comune di Satriano. Il primo a scendere in campo è il consigliere comunale Natalino Zofrea che in esclusiva per Gazzetta del Sud traccia i benefici e le ricadute che grazie al porto, Soverato e comprensorio avrebbero. «Ad ogni inizio di stagione estiva balza prepotentemente agli onori della cronaca il tema del porto a Soverato – afferma Zofrea – è un argomento questo che è stato sempre ampiamente dibattuto ma la cui soluzione è rimasta poi sistematicamente sempre inevasa. Le idee non mancano e le ipotesi di localizzazione della tanto agognata quanto virtuale struttura portuale neanche ma sopraggiunge l’autunno e piano piano tutto svanisce. Chiaramente non è questo il giusto approccio verso un argomento così delicato ed importante che dovrebbe essere prioritario nell’agenda politica quando si hanno responsabilità e doveri di pianificazione territoriale. Soverato non ha molti spazi, ha un territorio indubbiamente “piccolo” e, a maggior ragione, bisogna saper sfruttare in maniera adeguata quel poco che si ha a disposizione. Sono perfettamente d’accordo con il sindaco Raffaele Mancini quando, con indubbia lungimiranza, afferma che il mare è tra le maggiori risorse disponibili per lo sviluppo della Calabria ed il turismo è tra le principali attività produttive dell’economia della Regione o che bisogna trasformare le città balneari in città di mare e , di conseguenza, che la città potrebbe divenire meta di tipologie di turisti diversi per domanda ed esigenze». «Tutto ciò – prosegue Zofrea – è assolutamente condiviso e condividibile ma bisogna approcciarsi al problema in maniera ferma e pragmatica. Personalmente vorrei solo sintetizzare alcuni punti di grande interesse, a mio parere utili a programmare il futuro sviluppo della città sotto il profilo nautico- turistico. Soverato ha caratteristiche urbanistiche e risorse umane di grande potenzialità per attrarre una clientela residente che spende, a differenza del turismo balneare, molto più tempo presso una struttura nautica e quindi usufruisce di molti servizi a pagamento che la città propone. Lascio volutamente in secondo piano l’effetto scenografico non secondario che la presenza di un gioiello del mare produrrebbe nel centro cittadino, con evidente ricaduta sull’immagine turistica di tutta la città». «È evidente – rimarca Zofrea – che per programmare tutto ciò occorre innanzi tutto effettuare uno studio di fattibilità serio ed approfondito che individui, in maniera inequivoca, il sito su cui far nascere una tale importante struttura. Attualmente è al confine tra Soverato e Satriano. Una struttura portuale, anche se piccola, comporta problemi che con il giusto approccio sono risolvibili in maniera ottimale e, d’altronde, la nascita e l’affermarsi dei primi grandi centri abitati e delle più importanti civiltà del passato sono stati tradizionalmente condizionati dalla disponibilità di un accesso al mare, diretto o garantito dalla presenza di corsi d’acqua navigabili. Ciò dimostra che il mare ha sempre costituito un rilevante, a volte decisivo, fattore di sviluppo che può influenzare significativamente l’economia di una vasta zona sia in quanto via di comunicazione, sia come fonte di risorse naturali, sia come motore propulsivo di attività industriali, sia come sede di attività turistiche, ricreative e sportive. In tale contesto, il porto può rivestire un fondamentale ruolo strutturante nei confronti del sistema economico dell’area circostante, generando una serie di effetti, diretti ed indiretti, capaci di promuovere lo sviluppo di molteplici attività economiche tipicamente portuali e di altre attività ad esso funzionalmente collegate». «L’impatto economico che ne deriva – sottolinea il consiglio comunale – sia dal punto di vista del reddito prodotto, sia dal punto di vista occupazionale, è in grado di generare una forte crescita demografica, oltre che del benessere, nel territorio interessato. È chiaro che per trasformare Soverato in un distretto nautico che sia di riferimento almeno a livello del Basso Jonio, necessita attuare una politica chiara di programmazione e di sviluppo di un sistema complesso. Un processo determinato nei tempi e nei modi, condiviso dagli operatori e monitorato, in modo tale da incidere sul tessuto socio-economico solamente con effetti positivi anche nel breve periodo. Gazzetta del Sud del 10 luglio 2009 - Cesare Barone

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