
“Fine ultimo del Partito non era quello di impedire che gli uomini e le donne formassero delle leghe, degli accordi nei quali esso non sapesse come fare a mettere il naso. Il suo vero fine (e pertanto, non dichiarato) consisteva nel togliere qualsiasi piacere all’atto sessuale. Non tanto l’amore, quanto l’erotismo era considerato il vero nemico nel matrimonio e fuori”.
George Orwell, “1984”
Ciò che gli italiani si chiedono:
Voi pensate che la legge che consente le intercettazioni solo quando sono “evidenti" gli indizi di colpevolezza non riuscirà a scovare i colpevoli?
Non è vero. Gli evidenti indizi di colpevolezza serviranno a non reiterare il reato. Lo Stato perdona sempre la prima volta. Se è così stupido da farsi beccare in fragranza, una volta in carcere lo si intercetta perché non la faccia più.
Voi pensate che i soli 60 giorni consentiti per le intercettazioni siano pochi?
Non è vero. Perché lo Stato è composto da persone altamente qualificate. Un requisito non più procrastinabile. In genere se uno sa di essere intercettato cambia schede e telefoni almeno una paio di volte al giorno. Nella maggior parte dei casi è proprio intorno a 58° e al 60° giorno che l’indagato si fa scoprire. Se è più bravo lui, meglio per lui. Al magistrato non rimane che cambiare mestiere. La Procura non fa per lui.
Voi pensate che la legge che vieta la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati spersonalizzi l’indagine giudiziaria?
Non è vero. Lo Stato ci tiene ai suoi magistrati. Ci tiene alla loro incolumità. Tanto che se a un processo uno non va bene viene sostituito e nessuno così lo verrà a sapere. Occhio che non vede cuore che non duole, come si dice. Lo Stato vuole risparmiare agli italiani il batticuore da infarto come si è già verificato recentemente, quando sono stati trasferiti Luigi De Magistris e Luigi Apicella, per esempio.
Voi pensate che con il divieto di pubblicazione degli atti dell’indagine preliminare, delle intercettazioni e dei dati riguardanti il traffico telefonico, si tutelino maggiormente i diritti degli indagati rispetto al diritto di cronaca?
Non è vero. In realtà si salvaguarda di più lo Stato di diritto. Perché non è detto che se un massone abbia manifestato l’intenzione di cambiare alcune regole della democrazia allo Stato non vada bene. Per la difendere lo Stato lo Stato a volte scende a compromessi. È questo non lo deve sapere nessuno, quanto meno quei cittadini che non hanno quell’alto senso dello Stato che rivestono, invece, le Istituzioni in alta uniforme.
Voi pensate che relegando in carcere i giornalisti che pubblicano questi atti lo Stato non abbia a cuore la libertà di stampa e di cronaca?
Non è vero. Lo Stato tiene moltissimo all’incolumità dei suoi giornalisti. Mettendoli in carcere salva loro la vita. Con questo procedimento, in realtà, anticipa chi, offeso dalla privacy violata, lo voglia far fuori prima lui. E risparmia anche tanto sul piano economico. Vuoi mettere le spese della scorta con quelle del carcere? Quando si dice: uno Stato gestito da una buona amministrazione, efficace, efficiente e parsimoniosa.
Un'ultima curiosità: che c'entra l'erotismo di Orwell, nel suo "1984", con le intercettazioni?
Perchè senza la pubblicazione delle intercettazioni e senza i nomi e le foto dei magistrati lo Stato preserva di più se stesso. Senza la voglia matta di Stato democratico, bramata dall'informazione delle cose che succedono, non ci saranno più proteste di piazza. Non ci saranno più infedeltà e separazioni fra i partiti. Vi sarà solo il puro e semplice Partito del Grande Fratello. Vi sembra poco? Ecco spiegata anche la foto, di cui la frase di Orwell è la didascalia.


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