Fondi Strutturali Europei per lo sviluppo o per l'assistenza ?
Per rafforzare il ruolo delle città calabresi per lo sviluppo regionale è ancora possibile attingere ai fondi Europei in quanto il sistema città è una delle priorità del “Quadro Strategico Nazionale” 2007-2013. Infatti nella descrizione della priorità n. 8 “Competitività e attrattiva della città e dei sistemi urbani” si evidenzia che le città sono uno dei principali motori dello sviluppo economico, dell’innovazione produttiva e sociale e culturale dell’intero territorio regionale e interregionale.
Veduta del centro storico di Catanzaro (foto B.D'Errico).
La programmazione Comunitaria articola questa priorità strategica per sistemi urbani sostenendone le connessioni economico-produttive con l’offerta di servizi. Tale programmazione dovrà inserirsi in cornici istituzionali, strategiche e operative, che garantiscano una visione integrata tra pianificazione urbanistico-territoriale, il sistema storico, paesaggistico-ambientale, e lo sviluppo economico, l’integrazione degli investimenti e l’efficace coordinamento con le politiche e i programmi di settore. I tre Obiettivi specifici sono:1) promuovere la competitività e l’innovazione delle città e delle reti urbane e fornire servizi di qualità ai bacini territoriali sovracomunali e regionali di riferimento. Con questo obiettivo si mira a favorire lo sviluppo e l’attrazione di investimenti per servizi avanzati (ricerca e sviluppo, produzione tecnologica, servizi alle imprese, servizi culturali, turismo).L’obiettivo inoltre intende promuovere la valorizzazione delle eccellenze (nei sistemi della ricerca e della formazione, nei beni culturali e ambientali, nell’offerta commerciale e di intrattenimento) per competere a livello internazionale; 2) Elevare la qualità della vita promovendo uno sviluppo ecosostenibile anche in relazione alle politiche ambientali e dei trasporti pubblici (mobilità innovativa e integrata delle persone e delle merci, efficienza energetica e dei sistemi di smaltimento dei rifiuti, recupero e riqualificazione dei siti contaminati, etc); favorire e incentivare il recupero fisico, l’integrazione socio-economica e il recupero dei valori storico-identitari delle aree marginali e delle aree degradate localizzate nelle aree urbane; 3) favorire il collegamento delle città e dei sistemi territoriali con le reti materiali e immateriali dell’accessibilità e della conoscenza. L’obiettivo sostiene l’apertura europea e internazionalizzazione delle città, non solo attraverso collegamenti aerei, marittimi, ferroviari, ma anche attraverso reti immateriali per la fornitura di servizi integrati tra centri di eccellenza della ricerca, dell’innovazione, della conoscenza e del partenariato internazionale. Esso inoltre intende promuovere la logistica per favorire una più razionale distribuzione delle merci, ottimizzare i servizi di mobilità al fine di migliorare la qualità urbana territoriale. Sono definiti come prioritari obiettivi specifici per interventi a maggiore valore aggiunto: sviluppo economico, conoscenza, innovazione e connessione dei progetti urbani con infrastrutture e reti sovra-regionali e internazionali. In particolare, gli obiettivi indicano che la crescita e trasformazione delle economie urbane avverrà attraverso l’attrazione di investimenti per la ricerca e produzione tecnologica e nei servizi avanzati, e la maggiore valorizzazione dei vantaggi competitivi già esistenti in molte città e territori (dai sistemi turistico-culturali, all’alta formazione, all’intrattenimento). La cooperazione territoriale volta a rafforzare lo sviluppo reticolare urbano o dei sistemi urbani potrà favorire la crescita di attrattività, il rilancio e il riposizionamento delle città su specifici mercati obiettivo attraverso la messa in rete di strutture e servizi (per la conoscenza, l’innovazione, la cultura, l’accoglienza, etc.) che consentano sia di raggiungere rating più elevati a livello europeo e internazionale, sia di contrastare esclusione e disagio (presidi ospedalieri, trasporto integrato, centri per servizi comuni, etc.). La programmazione operativa regionale, a cui spetta il compito di sostenere le politiche e i progetti per città e sistemi territoriali, dovrà identificare il più appropriato mix di obiettivi specifici per concorrere al perseguimento di tali strategie. Sapremo utilizzare questi fondi veramente in maniera strutturale? O continueremo a parcellizzare e frammentare gli interventi in "piccole opere" per assistere in maniera diffusa le varie amministrazioni comunali?

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